BOLOGNA VIOLENTA

venerdì 2 febbraio ore 22:00
BOLOGNA VIOLENTA Grindcore/Industrial metal/ Noise
+ TBA

BOLOGNA VIOLENTA è un progetto nato nel 2005 da un’idea di Nicola Manzan, musicista trevigiano che da allora ha pubblicato sotto questo pseudonimo cinque album,vari ep, split e remix.
I suoi lavori sono caratterizzati da sonorità estreme, in cui le batterie elettroniche vengono arrangiate con chitarre grindcore e orchestre classiche.
Le tematiche affrontate sono per lo più riferite ai drammi della vita, al forte contrasto tra l’essere umano e il mondo che lo circonda, ma soprattutto al diffcile rapporto tra gli esseri umani stessi.
Nel 2015 il progetto è diventato un duo con l’ingresso in formazione di Alessandro Vagnoni come batterista dal vivo e polistrumentista in studio.
BV è stato materia d’esame nel corso di “Arte digitale” all’Accademia di Belle Arti di Venezia e presso la stessa sede è stato anche presentato il progetto The Sound of…, in cui i pezzi di quaranta discografe diverse vengono fatti suonare simultaneamente.
Nicola Manzan è un violinista, polistrumentista e produttore trevigiano. Alessandro Vagnoni è un batterista, polistrumentista e produttore fermano.
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Cortina è il nuovo Ep di BOLOGNA VIOLENTA e vuole essere un breve, ma signifcativo manifesto della musica prog.Il nostro intento è quello di abbattere quelle barriere, sia musicali che mentali, che ci portano ad ascoltare e a scrivere musica che si rifà sempre a standard tradizionali e oramai obsoleti. Da qui il titolo Cortina, come ad indicare una sorta di cortina di ferro, una barriera spesso invisibile che ci impedisce di fare dei passi in direzione diversa da quella già conosciuta, quindi verso territori ignoti ed inesplorati.Partendo da questo presupposto, si è deciso di abbandonare le tradizionali chitarre di stampo grindcore e metal e di rendere il tutto più crudo e viscerale con l’utilizzo di una batteria vera, di un violino e di un vecchia pedaliera per organo. Un passo in avanti rispetto a quanto fatto fino ad ora, ma con un occhio rivolto al passato, quando nella musica si cercavano nuovi linguaggi e nuovi modi per esprimersi attraverso un uso innovativo di strumenti tradizionali. I dieci brani sono a volte brevissimi, dalle melodie stranianti e poco sviluppate, senza fronzoli, andando dritti al punto e cercando l’essenza del messaggio musicale nello stesso modo in cui era stato concepito l’album di esordio, in modo diretto e, a suo modo, violento.I titoli delle composizioni sono un chiaro omaggio a Demetrio Stratos, noto cantante degli Area che, attraverso i suoi esperimenti vocali, ha dimostrato al mondo della musica le potenzialità nascoste della voce umana, andando a scoprire (o riscoprire) delle caratteristiche timbriche che la rendono qualcosa di diverso dal semplice strumento melodico che noi conosciamo.La foto di copertina, raffigurante il Trampolino Italia di Cortina d’Ampezzo, vuole rappresentare da un lato quella sorta di salto nel vuoto che abbiamo affrontato scrivendo e registrando questi brani, dall’altro la maestosità delle strutture architettoniche abbandonate che sono diventate parte integrante di luoghi un tempo incontaminati, come fossero cicatrici indelebili che ci ricordano quanto la mano dell’uomo abbia avuto un peso determinante per le sorti di questo pianeta.