IDRIS ACKAMOOR & THE PYRAMIDS

Martedì 26 marzo ore 21.30
Idris Ackamoor ☥ The Pyramids

https://youtu.be/CYvTpGIqq-Q?si=weZhf0adkuoCSpl4
https://youtu.be/eCu134MWlFg
https://youtu.be/59e6jNblQ4k
https://youtu.be/ZnZ4db3aqB0
https://youtu.be/V5jzWoRA2qk?si=ck-16SMaPmugd6DW
Apertura porte ore 21:00 – Inizio concerto ore 21:30
ingresso 15e (under 25 ingresso 10e) con tessera arci
Biglietti On Line

C’è stato un tempo in cui, un pugno di irriducibili pionieri del jazz, guardò verso l’Africa ancestrale; levando al contempo gli occhi agli infiniti spazi della volta celeste, in cerca di visioni e corrispondenze astrali. Tra gli eroi di quella stagione d’oro – capace di sprigionare un linguaggio che includeva militanza politica, misticismo cosmico ed espressionismo astratto – troviamo l’alto sassofonista di Chicago, Idris Ackamoor, formatosi alla corte di Cecil Taylor e il suo gruppo, The Pyramids.

Dopo la meravigliosa e fondamentale trilogia che consigliamo di divorare ( ‘We Be All Africans’ – 2016, ‘An Angel Fell’ – 2018 e ‘Shaman!’ – 2020) e i tre affascinanti dischi autoprodotti negli anni 70 e poi ristampati ( ‘Lalibela’, ‘King Of Kings’ e ‘Birth/Speed/Merging’ ), oggi, per celebrare mezzo secolo di attività artistica, iniziata con la fondazione della sua leggendaria band THE PYRAMIDS nel 1972, Idris Ackamoor intraprende un tour dedicato alla musica di “Afro Futuristic Dreams”, il doppio album commemorativo del 50° anniversario uscito nel 2023 per la Strut Records, rendendo omaggio al movimento dell’ AFROFUTURISMO a cui viene spesso accostato. Racconta i tempi storici che stiamo vivendo, il passato che sentiamo e il futuro verso cui il pianeta è diretto. È una testimonianza di sopravvivenza, unità e onestà nell’affrontare il nostro destino collettivo con riferimenti a tutte le vittime nere che hanno sofferto per mano della brutalità della polizia, è ispirato a Sun Ra, Pharaoh Sanders, John Coltrane, George Clinton è dedicato anche a Darnella Frazier che ha filmato l’omicidio di George Floyd e a tutti coloro che erediteranno questa terra che noi, antenati “in attesa”, lasceremo loro in eredità.