JULIA KENT

Martedì 7 febbraio ore 22.00
Julia Kent

https://www.youtube.com/watch?v=LEHKx5wjh3o
https://www.youtube.com/watch?v=BagMJGcmbZ8
https://www.youtube.com/watch?v=LYHOmKErc0k
https://www.youtube.com/watch?v=lS7tONYQKGg
https://www.youtube.com/watch?v=voHjeu8xrac
Apertura porte ore 21:00 – Possibilità di cenare con le nostre specialità
Inizio concerto ore 22:00
ingresso 8e con tessera arci – under 25 ingresso 5e con tessera arci
Biglietti On Line: https://www.musicglue.com/circolo-raindogs-house/

Julia Kent è nata a Vancouver, in Canada, e vive a New York. Compone facendo uso di violoncello, loops, suoni ambientali e tessiture elettroniche. La sua impronta musicale è stata descritta come “cinematica e impressionista”, “organica e forte”, e “impegnata e spiccatamente personale”. Dopo esperienze importanti e formative in band come Rasputina e Antony and the Johnsons, Julia Kent ha intensificato negli ultimi anni l’attività solista.
Delay (Important, 2007) era ispirato dalla riflessione sul disorientamento legato al senso del viaggio, Green and Grey (Tin Angels, 2011) evocava musicalmente il rapporto tra processi organici e tecnologia, mentre Character (il primo per la prestigiosa label inglese Leaf, uscito a marzo 2013) era un’esplorazione all’interno del sé, un viaggio nella propria geografia interiore.
A gennaio 2019 è uscito Temporal, quarto disco solista di Julia Kent, e secondo sull’etichetta inglese Leaf. Temporal è una meditazione in musica sulla natura fragile e transitoria dell’esistenza. In esso linee malinconiche di violoncello si adagiano su ritmi metronomici, evocando lo scorrere del tempo e le emozioni che ciò suscita. La musica della Kent è stata utilizzata nelle colonne sonore di diversi film (un suo brano figura nel pluripremiato “This must be the place” di Paolo Sorrentino) e come accompagnamento di performance teatrali e di danza (Ballet Manheim e Balletto Civile); ha suonato in Europa e Nord America, esibendosi durante festival come il Primavera Sound a Barcellona, il Donau Festival in Austria e l’Unsound Festival a New York.
Nel 2021 Julia Kent si cimenta con il documentario della regista polacca Jola Wieczorek, “Stories From The Sea”. Qui Julia Kent torna alle sonorità modern classical in chiave acustica e minimale, senza contaminazioni, avvicinandosi ai mondi bui e selvaggi descritti da Wieczorek. Appena quindici minuti di musica per archi e piano che si mimetizzano dietro le immagini, creando tappeti di archi e ritmi rapidi di piano come brevi carillon di note che potrebbero ricordare quelli di “Hosianna Mantra” dei Popol Vuh, in particolare nella iniziale “The Ship”. Kent usa le sue conoscenze senza avventurarsi in terreni a lei non usuali, cercando di sfruttare le sue potenzialità e le sue esperienze, restando sempre al servizio delle immagini.

La stampa su “Temporal”
“Epic”- The Guardian , 4/5 Contemporary Album of the Month
“This is music on a truly human scale, in terms of its inspiration, delivery and undeniable emotional punch” – MOJO 4/5
“Her playing is as graceful as any ballerina, but this is a not-so-merry dance through sombre post-classical soundscapes at once both intimate and imposing”
– DJ 8/10
“Here’s a record of real substance from this extraordinary Canadian cellist and composer. Richly textured and full of depth and complexity that will enamour devotees of neo-classicists such as Max Richter or Jóhann Jóhannsson” – Electronic Sound
“Temporal is deep and distinctive, another high mark in a distinguished career”- A Closer Listen
“A depth and soul miles beyond most of the electronic/classical fusions available today”- Popmatters
“Julia Kent’s Temporal acts as a meditation on both time and the transitory, fragile nature of existence. Temporal has an intimate relationship with that of the physical world”- Fluid Radio
“Gorgeous record” – Tom Ravenscroft, BBC 6 Music