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Martedì 13 novembre ore 22:00
Idris Ackamoor & The Pyramids
Exploring the outer limits of jazz since the 1970s!
https://www.youtube.com/watch?v=vcEj4A_3H2A
https://www.youtube.com/watch?v=JJHcrk0J6Dk&t=31s
https://www.youtube.com/watch?v=e_1M-liwfU4&t=1842s
https://www.youtube.com/watch?v=NLfekGPwavs
https://www.youtube.com/watch?v=V6cuL085Pss
https://www.youtube.com/watch?v=HHt717NmKWI
https://www.youtube.com/watch?v=oLjCEMEgGD0
https://www.youtube.com/watch?v=0uybtWC9Vmc&t=16s
ingresso 18e con tessera arci

C’è stato un tempo in cui, un pugno di irriducibili pionieri del jazz, guardò verso l’Africa ancestrale; levando al contempo gli occhi agli infiniti spazi della volta celeste, in cerca di visioni e corrispondenze astrali. Tra gli eroi di quella stagione d’oro – capace di sprigionare un linguaggio che includeva militanza politica, misticismo cosmico ed espressionismo astratto – meritano un posto di rilievo l’alto-sassofonista di Chicago, Idris Ackamoor, e il suo gruppo, The Pyramids.
Oggi, sono di nuovo pronti ad imbarcarsi in un lungo tour mondiale, un viaggio iniziatico, tra ancestralità africana e futurismo mistico, con un disco meraviglioso, ‘An Angel Fell’, edito a maggio 2018 dalla Strut Records, prodotto da Malcom Cotto degli Heliocentrics e che viene dopo l’ altro recente capolavoro ‘We Be All Africans’ del 2016. L’album è stato registrato durante una intera settimana al Quotermoss Studios di Londra, e rappresenta uno dei lavori più profondi e ricchi della band, attiva dagli inizi degli anni 70. Dopo la fondazione nel 1972, The Pyramids si muovono da Parigi verso l’Africa. Viaggio che li porta a registrare i primi lavori “Lalibela” e “King of Kings” rispettivamente nel 1973 e 1974, e a raccogliere molti elementi popolari e musicali africani che influenzeranno l’intera produzione. Dopo una carriera di oltre 40 anni, la band torna con un album che rappresenta il picco più alto raggiunto proprio dopo gli inizi. In “An Angel Fell”, ho voluto usare il folklore e la fantasia per dare un segnale di allarme, ha affermato Ackamoore, che poi continua: le canzoni presenti nell’album esplorano temi importanti per me, ma che riguardano noi tutti. Il cambiamento climatico e il rischio di catastrofi e la mancanza generale di attenzione nei confronti del nostro pianeta sono alcuni di essi. Ackamoore ha poi chiosato: Nonostante ciò, comunque, nell’album non mancano elementi positivi. Per me la musica ha un forza e un potere curativi e ho cercato di trasmettere anche questi aspetti durante la produzione dell’album. “An Angel Fell” esce con una copertina realizzata a mano dall’artista Lewis Heriz, in CD e doppio LP.

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THE PYRAMIDS è un gruppo storico, persino mitizzato che, negli anni Settanta, sotto la guida del sassofonista e organizzatore teatrale Idris Ackamoor (fra i più importanti animatori della scena teatrale afroamericana a New York, Los Angeles e San Francisco), è stato fra i primi (in una serie di incisioni oggi pressoché introvabili: Lalibela del 1973, King of Kings del 1974, Birth/Speed/Merging del 1976) ad adottare sempre più espliciti riferimenti alla culture africane. La musica di The Pyramids è sempre stata caratterizzata da una commistione fra coinvolgenti scansioni funky, improvvisazione, echi di varie culture africane, ritualità ed elementi teatrali e di danza, creando ogni volta un vero e proprio spettacolo, affascinante e trascinantemente collettivo, una sorta di festa tribale riproposta in contesti contemporanei. Non casualmente, tutti i membri di The Pyramids (fra cui spicca non solo la poliedrica personalità di Ackamoor, ma pure quella di Kenneth Nash, percussionista e batterista di luminosa carriera, a fianco di artisti come Herbie Hancock, Weather Report, John Klemmer, Roy Haynes, Dizzy Gillespie, Johnny Griffin, Cannonball Adderley, Stan Getz e tanti altri) hanno trascorso anni di studio in Africa: in scena il gruppo è fortemente spettacolare, dagli abiti alle movenze, esplorando le radici africane del jazz e persino del tiptap, rivisto nella sua funzione ritmica, collettiva, liberatoria, in cui la gestualità e il linguaggio del corpo traducono in modo esplicito il cadenzarsi della musica.
The Pyramids presentano uno spettacolo indimenticabile, in cui passato e presente si fondono con risultati affascinanti e gioiosi.

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IDRIS ACKAMOOR
Nato Bruce Stephen Baker a Chicago nel 1951, Idris Ackamoor è un eccellente sassofonista e polistrumentista, nonché apprezzato attore e ballerino. Egli è inoltre uno fra i più storicamente importanti organizzatori teatrali afroamericani (ha fondato pure la compagnia teatrale Cultural Odissey), ed è leader di un complesso fra i più significativi nella storia dell’improvvisazione africano-americana a partire dagli anni Settanta, The Pyramids. Il gruppo nasce agli albori degli anni Settanta: Ackamoor – allora leader di un gruppo denominato “The Collective”, e sassofonista che aveva studiato all’Antioch College, in Ohio, perfezionatosi poi con Charles Tyler a Los Angeles e con Clifford King a Chicago – si unisce al bassista Kimathi Asante (anch’egli uno studente dell’Antioch, vantando collaborazioni con il chitarrista Sonny Sharrock) e alla flautista Margaux (Margo) Simmons, per dare vita ad una sorta di comunità musicale culturalmente afrocentrica che guarda all’arte africana e che evidenzia le influenze di John Coltrane, Albert Ayler, Charles Tyler, Clifford King, Eric Dolphy e dell’Art Ensemble of Chicago. Il collettivo affronta fra il 1972 e il 1973, grazie a una borsa di studio del college, una sorta di viaggio rituale che porta i musicisti a vivere per nove mesi fra Etiopia, Ghana e Kenya, in una ricognizione delle proprie radici che, a sua volta, indirizza la musica verso un connubio fra free jazz e una sorta di “world music” ante-litteram che si affianca alle idee coeve espresse da Alice Coltrane, Pharoah Sanders e Don Cherry. A proposito dell’attuale musica di The Pyramids, il New York Times ha parlato di post-bop Prince.
Trasferitosi in seguito a San Francisco, Ackamoor diventa uno dei più importanti animatori della scena locale, non solo musicale ma anche teatrale, collaborando con artisti quali Chico Freeman, Don Moye, il coreografo Bill T. Jones (con il quale ha condiviso un Izzie Award per la coreografia in Perfect Courage, nel 1992), scrittori come Ed Bullins, Ishmael Reed, Pearl Cleage, Judi Ann Mason.

Giovedì 15 Novembre, ore 21.30

Groove Walk non é una scuola qualunque, non é solo ballo, ma é soprattutto vita sociale. Tutti i giovedì a fine lezione infatti la cultura swing si sposta al Raindogs, dove potrai rilassarti, e perché no cimentarti in balli forsennati, tra un bicchiere e tanta musica swing.

Se non sai cos’è il Lindy Hop e hai voglia di scoprirlo, vieni a dare un’occhiata.

L’ingresso è gratuito e riservato agli associati Arci.

Se invece sei interessato alle lezioni di ballo, contattaci per prenotare la tua partecipazione inviando una mail a info@groovewalk.it oppure chiamandoci al 391 | 7577047 (ATTENZIONE! questo non è il numero del Raindogs).
Consigliato iscriversi in coppia (Leader e Follower).

Venerdì 16 novembre ore 22:00
Monjoie + Carpet Twins & Damaged Goods
+ Indies NIGHT Dj Set by Ivano
https://www.youtube.com/watch?v=Y-FnYBWqU9g
https://www.youtube.com/watch?v=dkOwrUKCTmA
https://carpettwins.bandcamp.com/releases
ingresso gratuito con tessera arci

– Monjoie
In attività dal 1999 i Monjoie presentano il loro quarto album: “and in thy heart inurn me” (Lizard Records 2018), basato sulle poesie di William Blake, John Keats e William Wordsworth. Interamente cantato in inglese dove contaminazioni folk, jazz , neo classica e elettronica fluiscono verso una forma di art rock.
“And in thy heart inurn me” (e nel tuo cuore custodisci le mie ceneri ) è la frase che chiude la poesia di John Keats “ you say you love” ed è il titolo del quarto e nuovo album dei Monjoie.
Può essere definito un concept album, le 15 tracce che lo compongono nascono voce e piano, dalla collaborazione tra Alessandro Brocchi, cantante chitarrista dei Monjoie e Daniele Marini tastierista degli OGM, ai quali si sono aggiunti gli altri componenti storici dei Monjoie, Valter Rosa chitarre e bouzuki, Davide Baglietto flauti, ocarine, musette del Berry, piano e organo e Alessandro Mazzitelli tastiere, sintetizzatori analogici, basso e produzione.

– Carpet Twins & Damaged Goods
Carpet Twins & Damaged Goods nasce da un’amicizia storica e da una passione condivisa per quella new wave che è stata colonna sonora della nostra adolescenza, nasce da vecchi strumenti ma anche da giovani amici … freschezza ed esperienza si fondono in una combinazione insolita e variegata: dai 24 ai 54 anni! Maneras, The Morning Loss, V8-Compressor, Le Carogne danno il loro contributo a questa esperienza trasversale che si sviluppa in un repertorio darkwave con episodi che spaziano dalla dance al synthpunk piu aggressivo…. Istantanee da un mondo brutto raccontate da parole di critica tagliente, delineano canzoni incastrate in un suono denso fatto di oscillatori, corde vibranti, tamburi…

Sabato 17 novembre ore 22:00
Raindogs House play’s the wax from everywhere in the world & more…
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CAN YOU DIG IT? – Diggin’ Music from the Universe
An Eclectic International Soundsystem Night by:
DEDY DREAD (Lisboa)
MA NU (Riviera Gang – Happy Few)
DJ REBEL (Dj’s Choice – Roma)
ingresso 5e con tessera arci

DEDY DREAD (Lisboa, Pt)
Dal Portogallo in arrivo artista unico, con il suo colorato ed esotico dj-set a cavallo tra Reggae, Afro, Jazz, Funky, Ska, Bogaloo, Cumbia, Calypso, Swing, Breaks, senza scordarsi dei suoi potentissimi Mash-Ups!
Un approccio super eclettico per una figura di riferimento della scena musicale alternativa Portoghese con la sua etichetta LISBOA e con i suoi lavori su altre label come WACK, RESENSE e AGOGO. Vanta collaborazioni con artisti internazionali quali Mr Bird, JStar, Mo’ Horizons, Dj Rebel, Smoove.
Giramondo delle consolle dei club, è anche presenza fissa con i suoi dj-set su importanti programmi radiofonici come: “Craig Charles Funk & soul Show” su BBC1 in Inghilterra, “PopCorner” di RadioRai2, Radio X in Germania, o Radio Oxigeno di Lisbona.
Un dj-set da non perdere, un contenitore esplosivo di generi e beat con un solo obiettivo: farvi prendere dal ritmo!

MA NU (It)
Eclettismo tra Sonorità funk, dub, hip hop, disco, house & jazz, miscelate con l’utilizzo di 7 pollici. Ma Nu è un riferimento nel circuito sotterraneo ligure e colonna portante di Riviera Gang Crew, da molti anni un’organizzazione attiva nel panorama del clubbing Ligure.
Dj del roster happy few, costola di jazz re:found, la più importante realtà connessa agli eventi legati alla black music nel panorama Italiano, Ma Nu è una figura trasversale, e nella sua scena musicale si è trovato a condividere la consolle con un ampio spettro di importanti artisti assai diversi tra loro… parliamo di personaggi come: Mad Professor, Dj Gruff, Dj Vadim, Carl Craig, Mo’ Horizons, Nickodemus, Dj Ralf, Marcell Dettmann, Nicky Siano, Andy Smith (portishead), Bonobo, ed aprendo i live di leggende come Lee Fields & The Expressions o Azymuth.. solo per citarne alcuni.
Tutto ciò fa capire il bacino dal quale Ma Nu và a pescare per i suoi set… Eclettismo al potere quindi, con “groove” come parola d’ordine.
Una volta al mese lo si può seguire live su Radio Raheem, per il suo programma su questo importante network.

DJ REBEL (It)
The Rebel è un giovane dj di Roma. Ha cominciato suonando hip hop,reggae latin e soul ma ha velocemente allargato i suoi orizzonti musicali alla world music,al dub e ai suoni più elettronici. SI è fatto conoscere per alcuni mash up e remix spesso elaborati con il suo amico Dedy Dread (Lisboa) e le loro produzioni sono state prodotte, su vinile o digitalmente, da alcune etichette in Europa (Wack Rec UK, Resense AUS, Cast-a-Blast GR). Nel 2015 ha avuto l’opportunità di remixare African Mailman di Nina Simone per la compilation ufficiale Little Girl Blue Remixed compilata da DJ Maestro (Blue Note Trip) pubblicata dall’americana Bethelem Records.
The Rebel ha accompagnato con i suoi set artisti del calibro di Mo’ Horizons, The Skatalites, The Dynamics, Richard Dorfmeister, Jazzanova, Smoove & Turrell, James Senese e Napoli Centrale,Pink Puffers,Dub Pistols e molti altri.
Da più di 5 anni organizza una serata chiamata DJ’s CHOICE in collaborazione con radiosonar.net e il Csoa Sans Papiers che ha visto ospiti prestigiosi da tuto il mondo come: Jstar (UK) Cayetano (Gr) Mop Mop (It) Nickodemus (USA) Gerardo Frisina (IT) DJ Vadim (RUS) Marc Hype (Ger) e altri ancora.
https://soundcloud.com/djrebel-1
• MUSIC: https://soundcloud.com/djrebel-1