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Giovedì 23 Maggio, ore 21.30
Groove Walk non é una scuola qualunque, non é solo ballo, ma é soprattutto vita sociale. Tutti i giovedì a fine lezione infatti la cultura swing si sposta al Raindogs, dove potrai rilassarti, e perché no cimentarti in balli forsennati, tra un bicchiere e tanta musica swing.
Se non sai cos’è il Lindy Hop e hai voglia di scoprirlo, vieni a dare un’occhiata.
L’ingresso è gratuito e riservato agli associati Arci.
Se invece sei interessato alle lezioni di ballo, contattaci per prenotare la tua partecipazione inviando una mail a info@groovewalk.it oppure chiamandoci al 391 | 7577047 (ATTENZIONE! Questo non è il numero del Raindogs).
Consigliato iscriversi in coppia (Leader e Follower).

Venerdì 24 maggio ore 22 !Unica data in Italia!
Richard Youngs, David Maranha & Chris Corsano live
Questo è un incontro incredibile, aperto a possibilità sonore praticamente infinite, con tre degli artisti contemporanei più particolari e illuminati che si muovono nel campo in cui convergono le musiche più provocatorie e non etichettabili.
Tutti e tre sono inconfondibili figure di spicco, ognuna delle quali da sola ha creato un lavoro superlativo e indelebile, guidato dalla propria visione e dalla volontà di affrontare l’ignoto. Cerchiamo di abbracciarlo con cuore e mente aperti. Ne saremo ricompensati!
ingresso 8e con tessera arci

– Il musicista polistrumentista Richard Youngs da Glasgow, vanta una produzione varia ed estremamente prolifica, il suo percorso và dal folk popolare, alla drone music, dagli inni cantati a cappella ad incursioni elettroniche, rendendo il suo approccio assolutamente singolare e particolarmente innovativo. Richard Youngs, “Il più autodidatta postpunk degli autodidatti postpunk”, come lo definisce Clive Bell su The Wire: Adventures In Modern Music. Youngs (che a dispetto di studi classici di chitarra e piano è cresciuto all’ombra del punk rock, portando avanti negli anni tecniche di registrazione rivoluzionarie e facendosi sostenitore dell’etica e dell’estetica DIY) ha all’attivo circa 140 (!) uscite discografiche, divise tra Jagjaguwar, VHF, la sua personale etichetta (No Fans Records) e altre label avventurose.
“Richard Youngs è una della menti più geniali – la più geniale – del rock inglese non allineato. Improvvisata, minimalista, cantautorale, progressive, folk, elettronica, sperimentale: non c’è musica in cui egli non si sia misurato” Stefano Isidoro Bianchi, Blow Up
https://www.youtube.com/watch?v=QDR4-VJxMx4
https://www.youtube.com/watch?v=yosxqxGHCus

– Il lavoro di David Maranha comprende scultura, musica e architettura. Nel 1986 ha iniziato a sviluppare il suo lavoro come musicista sia come artista solista che con diverse band e da allora ha pubblicato più di 30 album. Ha formato “Osso Exótico” nel 1989. Ha lavorato con musicisti come Z’EV, Emmanuel Holterbach, Helena Espvall, Phill Niblock, David Grubbs, Akio Suzuki, Will Guthrie, Stephan Mathieu, Andrea Belfi, Alex Zhang Hungtai, Jochen Arbeit, Minit, Pete Simonelli, Arnold Dreyblatt, Jacob Kirkegaard, Carla Bozulich, Chris Cutler, Werner Durand, Robert Rutman, Ben Frost, Helge Sten e altri. I suoi progetti collaborativi includono: Organ Eye, Bowline, Curia.
https://www.youtube.com/watch?v=dcD2svbTIR4
https://www.youtube.com/watch?v=zghFhFz2gVI

– Il percorso musicale di Chris Corsano sintetizza in modo esemplare la natura onnivora della musica creativa di oggi. Classe 1975, originario del New England, Corsano ha collaborato con musicisti provenienti dagli ambiti più disparati: Joe McPhee, Thurston Moore, Björk, Nels Cline, Akira Sakata, Paul Flaherty, Sir Richard Bishop e mille altri. Curiosità e capacità di ascolto gli hanno permesso di attraversare agevolmente questi diversi scenari, mantenendo un carattere musicale ben definito e un approccio strumentale molto personale, in cui la fisicità della performance ricopre un ruolo fondamentale. Questo approccio trova nel solo una dimensione ancora più efficace e diretta. La batteria rimane protagonista, al centro di una esplorazione sonora che alterna momenti marcatamente ritmici ad altri in cui timbro e vibrazione sono in primo piano, con un sapiente e misurato uso di oggetti “estranei”: corde di violino, archetti, strumenti a fiato modificati, legni e metalli. Da allora è passato a suonare con popstar (Björk), esploratori (Thurston Moore, Bill Orcutt) e titani del free (Joe McPhee, Paul Flaherty), ma le idee nel suo trolley non sono esaurite. Anzi, pare che ogni volta ne scopra una tasca in più. E lo faccia con immutato stupore, con una risata, e poi giù a menare.
https://www.youtube.com/watch?v=CfPTBGLkbzM
https://www.youtube.com/watch?v=nbURD57RxHo

Sabato 25 maggio ore 22
Lorenzo Piccone feat. Ike Stubblefield
https://www.youtube.com/watch?v=2V0h03sm6R8
https://www.youtube.com/watch?v=aIai22BqTi8
ingresso 10e con tessera arci

Ike Stubblefield leggendario Hammond & Piano player (Atlanta, USA), arriva per la prima volta in Italia in tour con Lorenzo Piccone, chitarrista & songwriter.
Ike nel 1968 ha iniziato la sua carriera come pianista con la Motown Review incidendo per Four Tops, Martha Reeves, The Temptations, Marvin Gaye, Stevie Wonder e contribuendo al sound della leggendaria etichetta di Detroit. Dalla prima metà dei 70 non si fermerà più, suonando dal vivo con George Benson, B.B. King, Ike & Tina Turner, Curtis Mayfield, Al Green, Eric Clapton, Rod Stewart, The Jerry Garcia Band, Boz Scaggs, Quincy Jones,Giorgio Moroder, Derek Trucks e Susan Tedeschi… solo per citarne alcuni.
Il concerto sarà composto da pezzi originali tratti dal primo disco di Lorenzo “Soul Searching” dove Stubblefield è ospite, brani dal repertorio Blues/Funky/Soul che caratterizzano il proverbiale sound di Ike e, in anteprima, alcune canzoni dal nuovo album di Lorenzo Piccone prodotto e registrato da un team tutto americano alla RCA VICTOR di Nashville (USA) feat. Steve Cropper.

LA BAND
Ike Stubblefield: Hammond & Keys
Paolo Tixi: Drums
Lorenzo Piccone: Vocals, Guitars, Lap Steel

Domenica 26 maggio ore 22
The Messthetics
Joe Lally e Brendan Canty dei Fugazi, rispettivamente basso e batteria della band di Washington D.C. – hanno fondato un nuovo gruppo insieme al chitarrista Anthony Pirog. Si descrivono come “l’istantanea di una band dedicata agli ideali live, dove la struttura partorisce l’improvvisazione”.
https://www.youtube.com/watch?v=86LSRQUrCjw
https://www.youtube.com/watch?v=1gp2Qe1gNPo
https://www.youtube.com/watch?v=N7u2swa5LbU
“This is a band tuning out the noise of the outside world
by making some of their own.” – Pitchfork
“[…] a work that relocates the mind and brushes the soul
while moving the body.” – NPR
Ingresso 13e con tessera arci

L’ultima volta che il batterista Brendan Canty e il bassista Joe Lally suonavano insieme in una band, i due erano gli architetti ritmici dei Fugazi, formazione con cui – in oltre un decennio di fervente attività – hanno preso in mano il testimone del punk per porre le basi di tutto ciò di alternative che conosciamo al giorno
d’oggi.
Nel 2016 vengono arruolati dal chitarrista Anthony Pirog: l’idea è quella di ripensare nuovamente il concetto di power trio.
Con un album omonimo pubblicato nella primavera del 2018 per la Dischord Records, The Messthetics presentano la loro musica strumentale (fino ad allora condivisa solo con qualche fortunato nel sud o nella East Coast degli USA)al mondo intero.
Attraverso 8 brani inediti e una cover, Anthony guida il sound della band attraverso cambi complessi e densità armoniche, senza mai sconvolgere la connessione creatasi con l’ascoltatore.
Registrato da Brendan nella propria sala prove, il debut album The Messthetics offre ad Anthony le possibilità di variare consistenze sonore, pattern e stili chitarristici assai liberamente e in modo camaleontico. Il kit di Brendan include una pesante campana recuperata direttamente dai tempi dei Fugazi: Canty si muove attraverso questa musica ritmicamente sfuggente con con fluida rapidità che, ciclicamente, è turbata proprio dal fragore della sua campana.
Joe ha passato 8 anni in Italia esercitandosi, tra le altre cose, sui ritmi orientali in 7 e 13 poi rivelatisi una preparazione perfetta per i bizzarri tempi dei Messthetics. Lally aggiunge basi massicce al groove suonando, allo stesso tempo, complementi armonici ambiziosi e assai particolari, proprio come le linee di
Anthony.
Quando le band hanno accumulato abbastanza rodaggio da raggiungere una certa saggezza (e quella consapevolezza ha la rara opportunità di filtrare attraverso un ambiente collaborativo fondato nell’affetto e ancorato nella gratitudine) i frutti
del lavoro possono risultare particolarmente intensi.
Anthony Pirog scrive musica particolarmente difficile (dopotutto le composizioni originali lo sono in partenza) ma le idee che sviluppa per i Messthetics vengono accolte dalla macchina del tempo Canty-Lally, non solo con precisione e abilità ma
anche con gioia, spirito e groove. Questi tre elementi sono sicuramente le armi in cui la musica deve trasformarsi durante questa guerra spirituale combattuta nell’era post-Trump.
Le loro performance, così come il debutto discografico omonimo, hanno una potenza e una esuberanza tali da mostrare immediatamente al pubblico l’amore e la gratitudine
che fanno da pilastri portanti del percorso del trio.