HOME

Venerdì 15 novembre ore 22:00
Since 1976, The Fleshtones (Official) have been blending R&R and R&B, serving it across the globe with smiles, attitude, and sweat, & calling it SUPER ROCK!
Sono sopravvissuti al punk rock, alla new wave e alla no wave, al neo garage e al grunge, al post punk e ancora al neo garage. Sono andati avanti per la loro strada, senza soccombere alle mode temporanee, ai video su MTV e alla birra analcolica!
https://www.youtube.com/watch?v=q93w6o8R2iQ
https://www.youtube.com/watch?v=J8wZE8jP7JM
https://www.youtube.com/watch?v=a2JyRXtcaRg
https://www.youtube.com/watch?v=pnr1Lt-fRBE
ingresso 15e con tessera arci

La loro biografia è una di quelle dove mito e leggenda si confondono alla realtà dei fatti. Secondo il mito The Fleshtones nascono a New York, in un caseggiato del Queens quando due ragazzi, Keith Streng e Marek Pakulski trovano alcune chitarre nello scantinato della casa dove abitano. Senza la minima idea di come si accorda una chitarra o di come si pizzica una corda, ma imbottiti di rock and roll e rithm and blues, imbracciano quelle chitarre, trovano degli amplificatori e cominciano a far rimbombare quello scantinato con l’aiuto di un batterista locale. Un giorno Peter Zaremba, un amico studente d’arte con un’armonica e lunghi basettoni si attacca a un fusto di birra e chiama la band The Fleshtones.

Secondo la storia il debutto avvenne al CBGB nel 1976 e nel 1980 pubblicarono con la I.R.S. Records il loro primo album Roman Godsand Hexbreaker, considerato la pietra miliare del genere garage rock.

Negli anni ’80 e ’90 The Fleshtones hanno pubblicato una serie di album e hanno regolarmente girato in tour dai piccoli club ai grandi festival. Oggi The Fleshtones sono l’unica band tra tutte quelle che a metà anni settanta suonavano regolarmente al CBGB e al Max’s Kansas City ad essere ancora sulla cresta dell’onda senza un solo anno di inattività. Oltre 20 album, una quantità infinità di concerti e numerosi Ep sono il bagaglio che si portano appresso questi signori del garage. E, non dimentichiamolo, inventano il più micidiale cocktail che si possa immaginare: garage rock, R&B, disco music, horror music e frat rock, il tutto shakerato per bene e servito con litri e litri di birra, il Super rock.

Se non li avete mai visti dal vivo non perdeteveli, sono uno S P E T T A C O L O ! !

Sabato 16 novembre ore 22:00
William Tyler live – Sublime, emotional post-country/folk from Nashville
(Lambchop / The Silver Jews)
New Album – Goes West – Merge Records 2019
Aftershow Gli angeli del funk Dj Set
https://www.youtube.com/watch?v=DPNdF0ZPtsM
https://www.youtube.com/watch?v=WDuSevWPnCA
https://www.youtube.com/watch?v=OdHJIh7ycT4
https://www.youtube.com/watch?v=UH4G6YWYJjU
ingresso 8e con tessera arci

William Tyler è nato a Nashville, figlio d’arte (il padre Dan è un ricercato songwriter, cercare alla voce Kenny Rogers, LeAnn Rimes, The Nitty Gritty Dirt Band, Dr. Hook…), a 19 anni è già dentro i Lambchop, poi nei Silver Jews e quindi eccolo tuffarsi in un’avventura solista costellata solo da bellezze a cinque stelle. Da ‘Behold the Spirit’ a ‘Impossible Truth’, da ‘Modern Country’ al nuovo ‘Goes West’ (via Merge).

—————————————————–
Dopo diversi progetti da solista, anche per l’ex-chitarrista dei Lambchop e dei Silver Jews è arrivato il momento di mettere nero su bianco, ovvero di riannodare i fili di una carriera ormai decennale, caratterizzata da una costante e autentica passione per la tradizione folk. Avevano fatto ben sperare le prime prove discografiche di William Tyler, ma per il musicista di Nashville lo scoglio più arduo è stato quello di potersi liberare del pesante fardello di erede di John Fahey.

Dopo le tentazioni avantgarde del progetto in tandem con i Six Organs Of Admittance, e la contaminazione tra elettronica e acustica di “Modern Country”, Tyler riscopre il fascino del fingerpicking.
La rivoluzione è avvenuta dopo la recente migrazione del musicista americano dal Tennessee verso la California: una scelta nata in seguito al cambio di clima sociale e politico susseguente all’elezione di Donald Trump.
“Goes West” è un album ricco di energia e calore, quel calore che Tyler ha assorbito quando è arrivato nel sud, riscoprendo così anche la passione per il tocco brillante di Jerry Garcia, al quale si è molto ispirato durante la lavorazione dell’album.
Si deve invece al collega e amico Brad Cook l’interesse del chitarrista per la musica di Bill Frisell, che offre un prezioso cameo in una delle dieci tracce.

Non è solo l’aver preferito la chitarra acustica a quella elettrica la vera novità dell’ultimo album di Tyler, una scelta peraltro scaturita anche dalla volontà del musicista di avere un repertorio più idoneo a future esibizioni live, ma l’aver messo al centro del progetto la scrittura. Per “Goes West” il musicista ha assemblato una delle migliori formazioni possibili, lasciando nelle mani di Meg Duffy le meno invasive tessiture di chitarra elettrica e, nello stesso tempo, ampliando l’assetto degli strumenti acustici, mentre per la sezione ritmica a Glenn Kotche subentra Griffin Goldsmith dei Dawes, un musicista più idoneo per la svolta acustic-roots.

Non è un album di musica strumentale “Goes West”, ma un disco di canzoni per chitarra e altri strumenti. La chitarra è dunque un’altra voce, le linee armoniche sono articolate e complesse, ricche ed elaborate, ben sintetizzate nelle sfolgoranti trame acustiche di “Alpine Star”.
Non crei sgomento il fatto che il musicista ami definire il suo stile romantic-folk: nonostante titoli come “Rebecca” e “Our Lady Of The Desert”, in queste dieci tracce alberga quel senso di bellezza e romanticismo che da sempre ispira poeti, scrittori, musicisti e pittori.

A volte gli accordi di chitarra sfiorano la purezza dei vecchi vinili della Takoma (“Venus In Aquarius”, “Call Me When I’m Breathing Again”), le atmosfere restano fedeli alla vitalità armonica di musicisti come Robbie Basho, Jack Rose e John Fahey, anche quando piccoli inserti elettronici (“Virginia Is For Loners”) o arrangiamenti più corali vengono in soccorso delle delicate trame liriche di alcune tracce (“Fail Safe”).
Episodi come “Not In Our Stars” e “Man In A Hurry” (con uno splendido tocco di chitarra elettrica di Meg Duffy) proseguono nel solco tracciato da “Modern Country”, ed è proprio in queste tracce che è evidente il perfetto equilibrio raggiunto da Tyler.

Con “Goes West” il chitarrista ha trovato finalmente quell’identità stilistica necessaria per evolversi dallo stato di outsider a protagonista della nuova generazione di musicisti country-folk, una promozione sul campo che viene sigillata dalla presenza di Bill Frisell nell’elegante e suggestiva pagina finale ,“Our Lady Of The Desert”.

Recensione di Gianfranco Marmoro su OndaRock:
https://www.ondarock.it/recensioni/2019-williamtyler-goeswest.htm

Domenica 17 novembre ore 21:30
De Lorians ⊿⊿ Pataphysical Music⊿⊿ from Japan
https://www.youtube.com/watch?v=metLfcG5pBI
https://www.youtube.com/watch?v=MnYovCDbPMc
ingresso 7e con tessera arci

I De Lorians sono un quintetto che si autoproclama “un collettivo di ventenni giapponesi dai capelli lunghi che suona spiritual jazz ispirato tanto alle sonorità di Alice Coltrane e Pharoah Sanders quanto al rock di Frank Zappa e della Scena di Canterbury”. Con un tocco di assoluta e assurda originalità. Ascoltare per credere!
Il loro grandioso album di debutto omonimo è uscito a luglio 2019 su Beyond Beyond is Beyond.

Nati dalla sempre vivace e variegata scena musicale di Tokyo e guidati da Takefumi Ishida, che suona sax e synth, tutti e cinque i De Lorians contribuiscono a creare ciò che chiamano: ” ⊿⊿Pataphysical Music⊿⊿

Le sette tracce dell’ album sono un’ esplosione imbottita di tanta surrealtà, assoli di chitarra selvaggi, arrangiamenti di sax fuori di testa, movimento costante, rumorismo, sezioni composte pronte a scomporsi per condurci nella totale improvvisazione o a in pacate scie di morbidi fiati.
Nessun canto, nessun giochetto, solo sorprese costanti, vibrazioni intense e gran divertimento!

Un po’ di belle recensioni:
https://pitchfork.com/reviews/albums/de-lorians-de-lorians/
https://www.roughtrade.com/gb/de-lorians/de-lorians
https://www.echoesanddust.com/2019/07/de-lorians-s-t/
https://www.allmusic.com/album/de-lorians-mw0003288563

E come tutti i Giovedì:

Giovedì 14 novembre, ore 21.30
Lindy Hop
ingresso gratuito con tessera arci

Groove Walk non é una scuola qualunque, non é solo ballo, ma é soprattutto VITA SOCIALE.
Tutti i GIOVEDÌ a fine lezione infatti la cultura swing si sposta al Raindogs, dove potrai rilassarti, e perché no cimentarti in balli forsennati, tra un bicchiere, amici nuovi o vecchi e tanta musica swing.
Se non sai cos’è il Lindy Hop e hai voglia di scoprirlo, vieni a dare un’occhiata.
Se invece sei interessato alle lezioni di ballo, contattaci per prenotare la tua partecipazione inviando una mail a info@groovewalk.it oppure chiamandoci al 391 | 7577047.